Naufragi e nuovi approdi by Franco Gabrielli

Naufragi e nuovi approdi by Franco Gabrielli

autore:Franco Gabrielli [Gabrielli, Franco]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Baldini+Castoldi
pubblicato: 2021-12-18T13:38:39+00:00


Le operazioni di rotazione della nave

La rotazione della Concordia, oltre a essere stata una delle fasi più delicate dell’intero progetto (anche se, in realtà, non ne troverei una da inquadrare sotto l’etichetta “non delicata”) e quella seguita in diretta da centinaia di testate giornalistiche, è stato il momento nel corso del quale ho visto l’ingegnere Franco Porcellacchia, responsabile dell’operazione di raddrizzamento e rimozione del relitto per conto di Costa Crociere, perdere temporaneamente la sua proverbiale tranquillità. E io con lui. Come ho raccontato, eravamo arrivati a questo punto con un mio “atto di forza”: non ritenendo necessario il dilatorio passaggio al Consiglio superiore dei lavori pubblici suggerito dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, di fatto mi ero assunto la responsabilità dell’operazione. Se fosse andata male sarei stato il solo responsabile, con l’onta di averlo fatto con un atto di superbia, anteponendo la mia valutazione a un giudizio esperto, peraltro di più esperti, un intero Consiglio per giunta Superiore!

Con questa delicata fase del progetto si dovevano fare ruotare circa 60.000 tonnellate da un’inclinazione di 65° alla verticale. Uno degli aspetti più delicati era quello di riuscire a “trasferire le forze” necessarie e bilanciate dall’esterno alla nave, senza provocare deformazioni o rotture, soprattutto nei ponti più alti, quelli più leggeri, e farla così ruotare.

In quei mesi, oltre ai cassoni, i protagonisti più citati per la riuscita dell’impresa furono i martinetti idraulici con le torri di ritenuta e i cavi di acciaio con i quali, dati i miei studi legulei, non avrei mai pensato di dover avere a che fare. Dietro di loro, dietro a queste macchine in grado di sollevare grossi carichi con poco movimento, c’erano cervelli, esperienza, passione di un team dell’italiana Fagioli, una delle più grandi aziende al mondo di ingegneria specializzata in attività di trasporti e sollevamenti eccezionali.

Sulla terra ferma di fronte alla Concordia avevano installato le torri di ritenuta, sulla cui sommità erano posti i martinetti idraulici dai quali partivano i cavi collegati alle catene agganciate, a loro volta, ai cassoni installati sul lato emerso. E sui cassoni altri martinetti idraulici collegati alle piattaforme subacquee. Si trattava del cuore del progetto di rotazione, comandato a distanza grazie al collegamento con i computer, come ricordavano spesso sia Franco Porcellacchia sia Sergio Girotto, project manager del progetto per conto di Micoperi.

Ovviamente le spiegazioni più tecniche, che venivano trasformate in un fluido racconto quasi per bambini, erano il pane quotidiano di Nick Sloane, il salvage master di questa impresa. Ascoltarlo e riascoltarlo descrivere ciò che sarebbe stato il parbuckling lasciava intendere che ogni singolo dettaglio era stato considerato e riconsiderato, come il rischio di rotture nella nave durante la rotazione mitigato con la progettazione e l’installazione di una cerniera sulla possibile linea di frattura, o come la previsione di lasciare un adeguato spazio alle catene per passare e premere sui sacchi del falso fondale in modo da impedire loro di alzarsi troppo e tagliare la china.

Il via libera alle operazioni di rimessa in asse della nave



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