Scintille by Gad Lerner

Scintille by Gad Lerner

autore:Gad Lerner [Lerner, Gad]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Biography & Autobiography, General
ISBN: 9788807941580
Google: LFP3njsrWqQC
Amazon: B006E0IDOK
editore: Feltrinelli Editore
pubblicato: 2010-10-16T22:00:00+00:00


Mi piacerebbe, raggiungendo finalmente Boryslaw, descriverla come l’avevo sognata leggendo i racconti di Isaac Bashevis Singer, Shalom Aleichem, Joseph Roth. Con le venditrici di piume d’oca sulla strada del mercato, accanto ai mastelli in cui sguazzano le carpe vive destinate al gefilte fish, e i bambini scalzi, gli schnorrer all’inseguimento dei passanti per chiedere l’elemosina, i giovani talmudisti che si lasciano distrarre dalle rotondità delle contadine, un rebbe elegante a passeggio col suo chtreymel ornato di pelliccia di volpe. Ma il panorama era ben altro, già al tempo della Boryslaw ebraica in cui vivevano i Lerner e i Borgman. La scoperta dell’ozocerite – una sorta di bitume naturale ceroso – e del petrolio, di cui il sottosuolo era ricchissimo, fin dall’Ottocento trasformò la valle adagiata sulle pendici boscose dei Carpazi in un nuovo distretto energetico.

Dense chiazze di idrocarburi si sprigionavano perfino nelle acque del fiume Tys’mienica che attraversa Boryslaw, velando le sue acque di una patina oleosa che, pur non scoraggiando i pescatori, rendeva assai più redditizia la fatica dei lebak, i luridi e maleodoranti cercatori dell’oro nero, disposti a sfidare la corrente del Tys’mienica per setacciarlo con appositi secchi cilindrici. Poi li trasportavano sulle spalle, uno da una parte e uno dall’altra, oscillanti in equilibrio precario su un bilanciere di legno. Ancora oggi lo stemma di Boryslaw raffigura un lebak piegato sotto il suo doppio carico.

L’effetto panoramico è sorprendente. Perché alla raccolta manuale è seguito il pompaggio da pozzi di piccole dimensioni, sormontati da torri di legno. E così arrivando da Drohobycz ci si inoltra in una sorta di prateria verde bucherellata da leve metalliche in perenne oscillazione. Come una folla di spaventapasseri che si mettessero tutti insieme ad agitare le braccia.

Il Klondike galiziano scatenò una vera e propria febbre dell’oro, attirò immigrati e dopo il 1850 consentì la nascita di un capitalismo ebraico intorno alla figura di Avremje Srajner, fondatore della prima grande raffineria. Si installarono a Boryslaw investitori stranieri: la Fanto, la Malapolska, la Vacuum Oil Company, la Silva Plana. Non mancarono, naturalmente, delle crisi economiche brutali che condannavano alla disoccupazione migliaia di lebak spingendoli a emigrare nelle Americhe. Fu così che i più intraprendenti seppero applicare oltreoceano le tecnologie di estrazione e raffinazione messe a punto a Boryslaw, diventando ricchissimi petrolieri statunitensi.

Tra le famiglie importanti della borghesia petrolifera trovo i Garstenberg, i Lindelbaum, i Gredel, i Gofman. Non compaiono nell’elenco i Borgman, la famiglia di nonna Teta guidata con pugno di ferro dalla vedova Chaja, di cui porto in tasca la fotografia. Ma non mi sorprendo: la famiglia paterna ha sempre avuto una certa tendenza a enfatizzare il proprio lignaggio. Apprendo che intorno alle grandi compagnie austriache, polacche, francesi erano sorte ben centosettanta piccole imprese: è più realistico supporre che i pozzi sorvegliati a cavallo dagli zii di mio padre, con la pistola infilata nella cintura, fossero giacimenti di minore dimensione. Quando ho recuperato una pubblicazione del 1924 che elenca numerosi giacimenti petroliferi di Boryslaw, vi ho trovato il pozzo Olga, il pozzo Stefania, il pozzo



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