Un incantevole aprile (Italian Edition) by Elizabeth von Arnim

Un incantevole aprile (Italian Edition) by Elizabeth von Arnim

autore:Elizabeth von Arnim [von Arnim, Elizabeth]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Fazi Editore
pubblicato: 2017-03-29T22:00:00+00:00


6 Titolo di una poesia (1850) e di alcuni dipinti di Dante Gabriel Rossetti ispirati al componimento di E.A. Poe Il Corvo.

13

I giorni passarono apparentemente senza avvenimenti di rilievo, scivolando via nel sole abbagliante. La servitù, che teneva d’occhio le quattro signore, giunse alla conclusione che mancasse loro la gioia di vivere.

San Salvatore sembrava addormentato. All’ora del tè non si presentava nessuno, né le signore andavano altrove a prenderlo. Altri ospiti in primavere passate erano stati molto più attivi, sempre in movimento, sempre a progettare gite, per esempio in barca; avevano ordinato il calesse di Beppo, invitato gente da Mezzago per trascorrere la giornata insieme, in casa si erano sentite tante voci, si era persino bevuto champagne; la vita era varia e interessante. Ma ora? Cosa succedeva? La servitù non veniva nemmeno rimproverata, anzi era abbandonata a se stessa e si annoiava.

E poi, l’assenza di uomini era sconcertante. Com’era possibile che stessero lontani da tanta bellezza? Le tre signore – quella anziana la si poteva tranquillamente escludere – sommate l’una all’altra esibivano una sorprendente quantità di ciò che gli uomini cercano nelle donne.

Un altro aspetto che sconcertava la servitù era il fatto che le signore mostrassero apertamente il desiderio di starsene ognuna per proprio conto per lunghe ore, ragione per cui sulla casa calava una cappa di immobilità letale che si dissolveva soltanto all’ora dei pasti. Sembrava addirittura che fosse vuota come durante l’inverno, tanto era silenziosa. La signora anziana se ne stava rinchiusa nella sua stanza da sola; la signora dagli occhi scuri andava in giro, trattenendosi spesso, chissà perché, nei pressi degli scogli, se n’era accorto Domenico, che l’aveva incontrata qualche volta mentre lavorava; la bellissima signora dai capelli biondi se ne stava da sola sulla sdraio nel giardino più in alto; l’altra bella signora – meno bella della bionda, ma comunque notevole – saliva sulle colline e ci passava delle ore, sempre da sola. E ogni giorno il sole faceva il suo corso intorno alla casa e la sera scompariva nel mare senza che fosse successo niente.

La servitù sbadigliava.

Tuttavia, le quattro ospiti, chi seduta – Mrs Fisher – chi sdraiata – Lady Caroline – chi indugiando – Mrs Arbuthnot – chi vagando solitaria sulle colline – Mrs Wilkins – non erano affatto intorpidite, anzi, la loro mente era insolitamente attiva. Persino di notte macinavano pensieri, e i loro sogni erano limpidi, rapidi, leggeri, del tutto diversi da quelli che le opprimevano a casa. Nell’atmosfera di San Salvatore c’era qualcosa che stimolava il pensiero, ma soltanto negli ospiti. Gli abitanti del luogo, infatti, abituati alla bellezza che li circondava e alla generosità delle stagioni, restavano immuni a pensieri che si discostassero da ciò che per loro era normale. Ogni primavera della loro vita avevano assistito allo spettacolo che aprile allestiva nei giardini, e l’abitudine li aveva resi ciechi, inconsapevoli, esattamente come il cane di Domenico che dormiva al sole.

Le quattro ospiti, però, reduci da un marzo londinese particolarmente umido e cupo, non potevano essere cieche a quello spettacolo.



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