Tutto ciò che muore by John Connolly & S. Bortolussi

Tutto ciò che muore by John Connolly & S. Bortolussi

autore:John Connolly & S. Bortolussi [Connolly, John & Bortolussi, S.]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788817864756
editore: Rizzoli
pubblicato: 2012-04-13T21:13:06+00:00


E mentre pensavo a ciò che aveva detto Walter, ai suoi dubbi su di me, ripensai anche a mio padre e all'eredità che mi aveva lasciato. Ho memorie soltanto frammentarie di mio padre. Ricordo un uomo grande e grosso dal volto rubizzo che trasporta in casa un albero di Natale, il suo fiato che si leva nell'aria come gli sbuffi di vapore di un vecchio treno. Ricordo una sera in cui ero entrato in cucina e l'avevo sorpreso mentre accarezzava mia madre, e lei che rideva per l'imbarazzo di entrambi. Ricordo quando mi leggeva qualcosa la sera, le sue grosse dita che seguivano le parole pronunciate perché potessi riconoscerle quando le avessi riviste. E ricordo la sua morte.

La sua uniforme era sempre stirata di fresco, la sua pistola lubrificata e pulita. Amava fare il poliziotto, o almeno così sembrava. Allora non sapevo cos'era stato a fargli fare ciò che aveva fatto. Forse Walter Cole l'aveva in parte scoperto osservando i corpi di quei bambini morti. Forse l'ho capito anch'io. Forse sono diventato come mio padre.

Quello che è chiaro è che qualcosa era morto dentro di lui e che il mondo aveva assunto colori diversi e più oscuri. Aveva guardato troppo a lungo i teschi ed era diventato un riflesso di ciò che vedeva.

La chiamata sembrava di routine: due giovani che si trastullavano a bordo di un'auto nel mezzo della notte su un terreno abbandonato, sfareggiando e suonando il clacson. Mio padre era accorso sul posto e vi aveva trovato uno dei giovani del quartiere, un piccolo delinquente in procinto di trasformarsi in criminale a tutti gli effetti e la sua ragazza, una figlia della borghesia che stava corteggiando il pericolo e godendo dell'eccitazione sessuale che ciò comportava.

Mio padre non riusciva a rammentare cosa gli avesse detto il giovane per far colpo sulla ragazza. Erano volate parole grosse, e io posso immaginare la voce di mio padre farsi più grave e dura a mo' di avvertimento. Il ragazzo aveva fatto provocatoriamente scivolare la mano verso la tasca interna del giubbotto, gustando l'effetto sui nervi di mio padre e crogiolandosi negli scrosci di risate della giovane donna al suo fianco.

Poi mio padre aveva estratto la pistola, e il divertimento era cessato. Posso vedere il ragazzo che alza le mani e scuote il capo, spiegando che non era armato, che stava solo scherzando, che gli dispiaceva. Mio padre gli aveva sparato in faccia, e il sangue aveva striato l'interno dell'auto, i finestrini e il volto della ragazza sul sedile di destra, la sua stessa bocca spalancata per lo shock. Non credo che la ragazza avesse avuto il tempo di gridare, perché mio padre aveva sparato anche a lei. Poi si era allontanato a piedi.

Gli agenti degli Affari Interni l'avevano arrestato nello spogliatoio. L'avevano ammanettato di fronte ai suoi colleghi perché la punizione fosse esemplare. Nessuno gliel'aveva impedito. A quel punto sapevano tutti, o credevano di sapere.

Lui aveva ammesso ogni cosa all'istante, ma non era riuscito a spiegarne il perché. Quando gliel'avevano chiesto, si era limitato a scrollare le spalle.



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