2034 by Elliot Ackerman & James Stavridis

2034 by Elliot Ackerman & James Stavridis

autore:Elliot Ackerman & James Stavridis
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788893903950
editore: SEM
pubblicato: 2021-10-30T00:00:00+00:00


10:27, 18 giugno 2034 (GMT+8)

20 miglia nautiche al largo di Taipei

L’acqua gocciolava tra le pieghe dell’impermeabile di Lin Bao, fermo sul ponte di volo. In una giornata tersa avrebbe potuto vedere i bagliori di Taipei in lontananza, ma ora non si scorgeva altro che le nuvole grigie che avvolgevano la città. Il ministro Chiang sarebbe atterrato da un momento all’altro. Lo scopo della sua visita non era ancora chiaro, però Lin Bao era certo che avrebbero presto risolto lo stallo con gli americani e i taiwanesi. E la soluzione non poteva che venire dalle notizie che di certo il ministro avrebbe portato.

Lin Bao notò un baluginio a distanza, una fievole luce oscillante.

L’aereo del ministro.

Con un beccheggio e un’imbardata, il velivolo schizzò fuori da uno strappo nelle nuvole e qualche secondo dopo rombava sul ponte. Con grande soddisfazione di Lin Bao, i piloti avevano agganciato perfettamente i cavi. I motori mugghiarono mentre deceleravano muovendosi in senso inverso. Dopo qualche istante il portellone posteriore dell’aereo si aprì e ne emerse il ministro Chiang, con la sua faccia rotonda e sorridente, euforico per l’atterraggio sulla portaerei. Un pilota lo aiutò a togliere il casco, che rimase incastrato nelle grandi orecchie. La visita non era stata annunciata ma, come tutti i politici, il ministro si mise a distribuire strette di mano al personale di superficie, che solo dopo un po’ capì chi fosse. Lin Bao lo fece allontanare dal ponte prima che si scatenasse il caos per il suo arrivo.

Andarono nella cabina privata di Lin Bao, e si sedettero su una panca su cui erano sparse varie carte nautiche. Sul tavolo era proiettata una mappa olografica di Taiwan che ruotava sul suo asse. Un attendente servì loro due tazze di tè, poi si accostò a una paratia e si mise sull’attenti con il petto bene in fuori. Lin Bao lo congedò con un rapido cenno della mano.

Adesso erano soli.

Il ministro Chiang si accomodò meglio. «Ci troviamo in un’impasse...» esordì.

Lin Bao annuì.

«Speravo che lo Yuan legislativo avrebbe votato lo scioglimento, così da poter evitare un’invasione che sarebbe decisamente controversa, ma sembra sempre più improbabile.» Il ministro bevve un sorso di tè, poi chiese: «Perché crede che gli americani ci abbiano minacciato con un attacco nucleare?».

Lin Bao non capì bene il senso della domanda: la risposta era ovvia. «Per intimidirci, compagno ministro.»

«Mmm...» mormorò Chiang. «E mi dica, lei è intimidito?»

Lin Bao rimase zitto, e il ministro Chiang parve irritato.

«Be’, non dovrebbe» replicò al suo sottoposto. Secondo lui, la minaccia americana non era una dimostrazione di forza, anzi, era l’esatto contrario. Ne rivelava la vulnerabilità. Se avessero voluto minacciarli in modo credibile, avrebbero dovuto sferrare un cyber-attacco di vasta portata. Peccato che non potessero farlo: non possedevano la tecnologia adatta a introdursi nelle loro infrastrutture informatiche. Le liberalizzazioni che avevano portato all’America innovazioni e potere economico si erano infine rivelate il suo punto debole. A differenza di quella cinese, la sua infrastruttura informatica era troppo frammentata. «Gli americani si sono dimostrati incapaci di organizzare una difesa centralizzata» spiegò.



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