Hollow City - Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali by Ransom Riggs

Hollow City - Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali by Ransom Riggs

autore:Ransom Riggs [Riggs, Ransom]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 3c0b0a102018bbcbb4184b3e347b608648f3c676
editore: Rizzoli
pubblicato: 2014-07-14T22:00:00+00:00


SECONDA PARTE

Se qualcuno avesse assistito all’ingresso del treno delle otto e trenta in stazione, non avrebbe notato nulla di strano: nulla nei capitreno e nei facchini che fecero scattare le serrature e scorrere i portelloni; nulla nella fiumana di uomini e donne, alcuni vestiti con uniformi militari, che scese e si mescolò alla folla brulicante; nulla negli otto bambini sfiniti che uscirono in fila, trascinandosi con passo pesante, da una carrozza di prima classe e si fermarono in cerchio sulla banchina, sbattendo le palpebre nella luce velata, stretti l’uno all’altro per proteggersi dalla cortina di rumore e fumo.

In un giorno qualsiasi, un gruppo di bambini dall’aria spaurita come quello sarebbe stato avvicinato da un adulto gentile, che avrebbe chiesto quale fosse il problema, se avessero bisogno d’aiuto, dove fossero i loro genitori. Ma quel giorno la banchina pullulava di centinaia di bambini, tutti dall’aria spaurita. Così, nessuno prestò molta attenzione alla bambina con i boccoli castani e gli stivaletti con i bottoni, né al fatto che le sue scarpe non toccassero terra. Nessuno badò al ragazzino dal viso pallido con il berretto né all’ape che gli volò fuori dalla bocca, sondò l’aria fuligginosa e tornò da dov’era venuta.

Nessuno posò lo sguardo sul bambino con gli occhi cerchiati di scuro, né vide l’omino d’argilla che faceva capolino dalla sua tasca prima che lui lo ricacciasse dentro. Nessuno fece caso al bambino che indossava un cilindro e un completo infangato di alta sartoria, con il volto tirato e smunto per la mancanza di sonno, al quale da giorni rifiutava di cedere, tanto era spaventato dai suoi stessi sogni.

Nessuno diede più di un’occhiata alla ragazzona dalle spalle larghe che indossava un impermeabile e un abitino semplice, e si era legata sulla schiena un baule più grosso di lei. Nessuno avrebbe mai indovinato quanto pesasse il baule, cosa contenesse o perché avesse dei forellini su un lato. Del tutto inosservato passò il giovane uomo di fianco alla ragazza, infagottato in un paio di sciarpe e con il bavero del cappotto alzato per nascondere ogni centimetro della faccia, nonostante fossero i primi di settembre e il clima fosse ancora mite.

Infine c’era un ragazzino americano, dall’aspetto talmente ordinario da meritare appena un briciolo di considerazione; gli occhi della gente non si soffermavano su di lui, anche se lui, in punta di piedi, scrutava chiunque, ruotando il collo e spazzando la banchina con lo sguardo come una sentinella. La ragazza che gli camminava accanto teneva le mani intrecciate per nascondere una lingua di fuoco che si ostinava ad avvolgerle l’unghia del mignolo: ogni tanto le succedeva, quand’era nervosa. Agitava le dita come per spegnere un fiammifero, poi ci soffiava sopra. Se non funzionava le metteva in bocca, e un ricciolo di fumo le usciva dalle narici. Anche questo passò inosservato.

In pratica, nessuno guardò con attenzione i bambini scesi dalla prima classe del treno delle otto e trenta, e nessuno notò niente di strano. E fu un bene.



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