Il Sangue della Luna by Elisabetta Tadiello & Elena Bertani

Il Sangue della Luna by Elisabetta Tadiello & Elena Bertani

autore:Elisabetta Tadiello & Elena Bertani [Tadiello, Elisabetta & Bertani, Elena]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2016-05-22T16:00:00+00:00


11

Erano le sei del pomeriggio, le fabbriche e gli uffici chiudevano i battenti e lasciavano liberi i loro cuccioli di uomo, permettendogli di sfogare lo stress accumulato durante la giornata al The Night.

Peter era già all’entrata, in un completo nero lucido, con una camicia bianca e un auricolare nell’orecchio. Chiedeva i documenti con sguardo serio, senza concedere sorrisi ai ragazzini che cercavano di convincerlo a farli entrare con inutili suppliche.

Scuotendo la testa con un sorriso, mi strinsi in vita il grembiule nero e infilai il maglioncino bianco. Non era ancora ora di ballare, l’orario degli aperitivi era abbastanza tranquillo, ma non mi facevo illusioni. Ogni mese, dopo la luna piena, ci concedevamo qualche giorno di chiusura per riprenderci dall’euforia e dal dispendio di energie, e ogni volta la riapertura era un disastro. La gente sarebbe entrata a fiotti e il tempo per respirare sarebbe stato solo un bel miraggio.

John stava smistando i soldi nelle due casse, Emily e Alexa sistemavano le candele profumate sui tavolini e i cuscini sui divanetti, Jamy spiegava ad Alex come muovere le gabbie e le luci per la sala. Non riuscii a vedere Kris fino a quando non uscì dal magazzino in cui tenevamo i rifornimenti.

Teneva su una spalla una scatola di Martini e sull’altra una cassa di birre. Era davanti al bancone chiuso, con entrambe le mani occupate e decisi che era il momento buono per dargli una mano e fare due chiacchiere.

Lo superai e sollevai la parte mobile del piano. Lui mi sorrise, ma appena mi passò accanto il suo sguardo mutò così velocemente che rimasi con la gola secca.

“Mi faresti il piacere di restare almeno ad un metro da me?” chiese rabbioso.

“Perché?” sussurrai.

“Puzzi!” sbottò.

“Cos’hai detto?” Forse avevo capito male.

“Ho sempre adorato il tuo odore di lupo” disse con un po’ di tristezza. “Ma questo non è tuo. Puzzi così tanto di lui che non ti riconosco più!”

Non sembrava più lui. Aveva gli occhi tirati e contornati di nero, le labbra tese e la mascella rigida, eppure prima sorrideva sempre. Percepii la sua sorpresa quando mi avvicinai e gli allacciai le braccia attorno alla vita, appoggiando la guancia sul suo collo. Rimase rigido, con le braccia lungo i fianchi per un tempo infinito, poi si accasciò su di me rispondendo all’abbraccio.

“Sono uno stronzo, vero?” sussurrò accanto al mio orecchio. “Tu sei il bersaglio di spietati assassini e io so pensare solo a me stesso e ai miei rancori.”

“Solo un pochino” sorrisi. “Sono disposta ad ascoltare se vuoi parlare.” In fondo glielo dovevo. Mi staccai da lui e balzai a sedere sul bancone. Qualche giorno prima si sarebbe infilato tra le mie gambe dicendo parole che mi avrebbero fatto sorridere, invece si mise al mio fianco.

“Cosa vuoi che ti dica? Che me ne pento? Che ancora oggi ci penso in continuazione? Si lo faccio! Riley voleva che mi sottomettessi ai suoi ordini, ma lui era giovane e lo ero anche io, non capii che stavo per andare oltre. Mi trasformai davanti agli occhi di sua sorella.



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