Il serpente e il faraone by Marco Buticchi

Il serpente e il faraone by Marco Buticchi

autore:Marco Buticchi
La lingua: ita
Format: mobi, epub, azw3
Tags: Action & Adventure, Fiction
ISBN: 9788830460546
editore: Longanesi
pubblicato: 2022-09-25T23:00:00+00:00


Mosè si alzò in piedi.

Sul consiglio dei saggi scese il silenzio.

Le riunioni si tenevano in una tenda attigua alla «dimora», il padiglione all’interno del quale erano custoditi i tesori del popolo di Dio, come le tavole della legge, il candelabro sacro e l’arca dell’alleanza.

«Guardate», disse Mosè. «La Terra Promessa è davanti a voi. Fatene ciò che volete.»

Mentre il profeta parlava, dai saggi si levò un mormorio.

«Noi conosciamo questo Paese?» chiese Korac, noto a tutti come l’ex tesoriere del faraone, ma che in realtà era lo stesso Akhenaton. «Sappiamo se ci conviene spostarci da qui? In fondo, in questo lembo del deserto di Paran ci siamo adattati a vivere. Trasferendoci andremmo incontro all’ignoto. E tu sai bene, Mosè, che muovere la nostra gente non è cosa semplice.»

«Manda delle staffette a perlustrare questa nuova Terra Promessa», gli fece eco uno dei più giovani. «Siamo stanchi di inseguire i tuoi sogni, Mosè. Vogliamo certezze, prima di abbandonare Paran.»

«Va bene», disse Mosè. «Invieremo i nostri migliori esploratori a ispezionare Israele. Quando torneranno decideremo il da farsi sulla scorta delle loro impressioni.»

Le dodici staffette ritornarono dopo quaranta giorni. Il consiglio dei saggi fu riconvocato e il capo dell’esplorazione riferì quanto aveva visto. «La terra dove ci hai inviato, Mosè, è florida e meravigliosa. Ci sono campi verdi e frutti sugli alberi.»

«Ma è un Paese senza il Nilo», gli fece eco un altro componente della missione esplorativa. «Bisogna sperare che dal cielo scenda la pioggia. Altrimenti non ci saranno raccolti e cibo per il popolo.»

«Non è vero!» esclamò un altro indicando un punto lontano. «Loro mentono. Non c’è nulla di tutto questo nella terra che abbiamo esplorato, ma un popolo di feroci guerrieri, guidati da giganti malvagi!»

Dopo questa affermazione, le staffette presero a insultarsi davanti al consiglio, tanto che i saggi furono costretti a espellerli dalla tenda.

Usciti nell’accampamento, i dissidenti non mancarono di seminare il panico tra il popolo, raccontando agli ebrei i terribili pericoli cui sarebbero andati incontro. Alle loro indicazioni si opponevano gli altri esploratori, che invece riferivano meraviglie sulla Terra Promessa.

Il malcontento era comunque diffuso nella popolazione costretta a vagare tra le regioni riarse dell’Africa da anni. In breve si trasformò in protesta contro l’operato di Mosè.

Akhenaton non era abituato a rimanere in disparte. Il ruolo di Korac, l’ebreo ex tesoriere del faraone, gli stava stretto. Proprio a lui che i panni di quel faraone li aveva vestiti a lungo.

Ingrato nei confronti di chi lo aveva accolto salvandolo dal furore degli egiziani, incominciò a macchinare contro Mosè: detronizzare il fratellastro avrebbe rappresentato una rivincita nella sua mente in astinenza dal potere. In fondo, pensava Akhenaton, un trono vale l’altro e, quando ritornerò trionfante in Egitto, unirò ebrei ed egiziani sotto uno stesso faraone.

La riunione dei cospiratori aveva avuto inizio nell’accampamento che fungeva da tempio per i sacrifici religiosi. Fuori il vento del deserto soffiava deciso. All’interno della tenda, invece, i fumi azzurrognoli dell’incenso si spandevano nell’ambiente illuminato dai bracieri.

«Voi davvero credete a tutte le fandonie di Mosè?» chiese Akhenaton ai rivoltosi. «Siete così



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