Zeus e altri racconti by Valerio Massimo Manfredi

Zeus e altri racconti by Valerio Massimo Manfredi

autore:Valerio Massimo Manfredi [Manfredi, Valerio Massimo]
La lingua: ita
Format: epub, mobi, azw3
Tags: Fiction, General, Historical
editore: Mondadori
pubblicato: 2006-07-01T22:00:00+00:00


La prima cosa che scorsi quando riaprii gli occhi fu il volto di una donna: la bellezza passionale e superba di Leyla che mi sovrastava come l’aura di una divinitŕ

orientale. Dopo venne il dolore: un dolore acuto e diffu-so per tutte le membra. Volsi allora lo sguardo a esplorare il mio corpo massacrato tenuto insieme da stecche metalliche e da candidi gusci di gesso. .

ŤChe cosa č successo?ť riuscii a dire.

Leyla scosse il capo e gli occhi le brillarono di lacrime: ŤIl getto d’acqua ha provocato un crollo rovinoso.

Se c’era qualcosa č andato completamente distrutto: Ma tu almeno hai visto? Ricordi qualcosa?ť.

Trattenni a stento il pianto. ŤSěť risposi. ŤSolo le parti in avorio erano rimaste: il volto, il petto, le braccia, mentre quelle in oro dovevano essere giŕ state rimosse e fuse da tempo. Lauso deve aver salvato quello che era rimasto, per questo tracciň lo schema del traliccio, per posizionare almeno le parti in avorio.ť

Leyla continuň: ŤIl traliccio di legno, investito dalla pressione dell’acqua, č andato in frantumi e sicuramente ha trascinato nella rovina le parti in avorio. Anche parte della struttura muraria ha ceduto. La malta millenaria investita da un getto cosě potente si č disgre-gata dilatando il crollo a quasi totale rovina. Forse quando cominceranno a sgombrare si troverŕ qualcosa, forse si potrŕ ricomporre qualche frammento, ma non sperarci troppo. Temo che sia tutto perdutoť.

Sentii che anche i miei occhi si riempivano di lacrime, come quelli di Leyla.

ŤTuo fratello?ť

ŤČ stato arrestato assieme agli altri due che hanno confessato. Sono stati loro a uccidere Abdullah, pove-raccio… La pergamena č stata recuperata. Tu sei salvo per miracolo, ma dovrai affrontare una convalescenza lunga e difficile.ť

Mi coprii il viso per nascondere il pianto e restai cosě a lungo, finché sentii le mani di Leyla sulle mie e poi le sue labbra sulla mia guancia. Allora aprii di nuovo gli occhi e vidi che c’era qualcun altro di fianco a lei.

ŤČ a lui che telefonavo quando dicevo: “Ti penso sempre, caro…ť. ť

Era un ragazzo di dieci o undici anni.

E mi somigliava.



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