Le sabbie di Gallipoli by Kenji Albani

Le sabbie di Gallipoli by Kenji Albani

autore:Kenji Albani [Albani, Kenji]
La lingua: ita
Format: epub
ISBN: 9788825425925
editore: Delos Digital
pubblicato: 2023-09-06T22:00:00+00:00


Diavolaccio faticava a respirare, soffriva per il caldo e pensava che le divise tedesche fossero scomode. Neppure si poteva grattare: le fasce alle mani era capace di togliersele, ma poi non avrebbe potuto rimetterle come prima e non intendeva rovinare tutto già prima che la missione avesse inizio.

Si costrinse a sopportare.

Due soldati aiutarono Diavolaccio a raggiungere il gruppo di ufficiali che di lì a poco sarebbe stato consegnato ai militari della Sublime Porta.

Gli uomini accolsero Diavolaccio con occhiate lunghe e sospettose, ma nessuno osò domandare chi lui fosse.

Il personaggio di Diavolaccio era capace di rimanere in piedi a lungo. Così fece.

Il Sole tramontava, gli australiani controllarono che il gruppo di ufficiali fosse pronto. Ovviamente, le voci dell’infiltrazione di Diavolaccio erano state bloccate sin dall’inizio. Solo Cusack, Gleeson e l’infermiere che aveva fatto le medicazioni sapevano, Egon von Kuno era stato messo da parte in modo che non lo raccontasse a nessuno. Forse non sarebbe mai più stato scambiato per impedire che i turchi lo scoprissero anche dopo tanto tempo e decidessero di prevenire simili trucchi con controlli più stringenti.

Un australiano si girò a guardarli. Non disse nulla, in effetti la conoscenza della lingua turca non era diffusa, e tutti capirono che lo scambio stava per avvenire. Gli ufficiali avversari trattenevano a stento la loro gioia.

Diavolaccio al contrario era teso. Questo era uno dei casi in cui ammetteva a sé stesso che Zachary aveva idee più brillanti, aveva bisogno di lui, dannazione!, ma Cusack e Gleeson si erano convinti del valore della proposta e forse Diavolaccio poteva iniziare ad ambire a una certa autonomia, che fosse in grado di affrontare le insidie della vita anche da solo.

Nei minuti successivi lo scambio avvenne in maniera banale: nella terra di nessuno il gruppo di ufficiali degli Imperi centrali scortati dagli australiani venne incontro a quello degli ufficiali britannici accompagnato dagli ottomani. Ci furono reciproche occhiate in cagnesco e, dopo che un sottufficiale australiano si fu consultato con un parigrado turco, i due alzarono un braccio e lo abbassarono nello stesso momento.

Ora gli ufficiali passarono dall’altra parte e non furono più prigionieri. I turchi accolsero i loro ufficiali con grandi sorrisi ma quando videro Diavolaccio, che fino a quel momento aveva mantenuto un basso profilo, iniziarono a schiamazzare.

Diavolaccio, ligio all’interpretazione, fece finta di nulla.

Lui e gli altri raggiunsero le linee ottomane e i nemici bloccarono i nuovi venuti, tutti guardavano Diavolaccio. Il sottufficiale ottomano di prima venne incontro a Diavolaccio e iniziò a parlargli. Erano domande. Diavolaccio scosse la testa e fece dei versi strozzati.

I nemici non si arresero, si stavano innervosendo, alcuni ufficiali che avevano accompagnato fin lì Diavolaccio intervennero, ma nessuno dei soldati sembrava soddisfatto. Era evidente che subodoravano un inganno.

Arrivò alla fine un maggiore tedesco, comunicò con i soldati e si fece avanti rivolgendosi a Diavolaccio in maniera dolce e pacata, ma lui continuò con la sua recita: scuoteva la testa, agitava le mani, dimostrava che non era in grado di comunicare. Diavolaccio aveva capito poco o nulla di quel che gli era stato detto, solamente che sapevano che era stato ferito ma volevano sapere chi fosse.



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