L'ultimo passo di tango by Maurizio de Giovanni

L'ultimo passo di tango by Maurizio de Giovanni

autore:Maurizio de Giovanni [Giovanni, Maurizio de]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, Thrillers, General
ISBN: 9788858690994
Google: Cks1DwAAQBAJ
editore: Rizzoli
pubblicato: 2017-09-14T15:30:47+00:00


Chi difende Margherita

Margherita si sveglia di botto, col tonfo della porta d’ingresso che si chiude. Sbatte le palpebre nella luce azzurrina che viene dal televisore, consapevole della bocca impastata e del divano. Capisce e si alza, avvertendo una fitta alla schiena per la posizione scomoda, ma è tardi: lui è in piedi, di fronte a lei.

«Guardati» fa dopo un attimo di silenzio. «Ma guardati. Fai schifo.»

Margherita cerca di parlare, ma lui si è già girato e sta andando verso la cucina. Guarda l’ora: mezzanotte. Non ricorda di essersi raggomitolata sul divano, non ricorda quale programma stava guardando, non ricorda a che cosa pensava. Si è addormentata di schianto, come al solito di un sonno buio e senza sogni; un sonno colpevole.

Lo raggiunge mentre lui sta riempiendo un piatto di roba verdastra, da una busta presa dal congelatore. Non la guarda. Fischietta a fior di labbra, fa sempre così quando è imbestialito. «Scusami» gli dice. «Mi sono addormentata.»

Mette il piatto nel microonde. Non le risponde.

«Com’è andata?» gli chiede.

«E a te che te ne frega» le fa lui. «A te non frega niente di niente e di nessuno. Né di me, né dei tuoi figli. Niente» gli dice.

«No» fa lei, «questo non lo puoi dire. Io mi spezzo la schiena...»

Lo schiaffo le arriva improvviso, sul volto. Le lascia una scia bruciante, gli occhi pieni di lacrime. La testa fa uno scatto all’indietro, la mano le sale alla guancia.

«Zitta» le dice. «Almeno abbi il pudore di stare zitta. Tu e il lavoro, tu e il tuo mondo. Tieniti questo, e non rompermi i coglioni. Non mi venire a chiedere come sto, com’è andata la mia giornata. Dimmi piuttosto com’era vestita tua figlia stamattina, quando l’ho portata all’asilo. O com’è andato il colloquio con i professori di tuo figlio, giacché come al solito non c’eri. Chiedimi questo. Anzi, non chiedermelo, che non te ne fotte minimamente. Lasciami in pace, lasciami mangiare.»

Al naso di Margherita, insieme all’odore del minestrone che si riscalda, arriva il retrogusto di un profumo che le sembra di conoscere; un profumo di donna, che viene dal bavero della giacca di lui. Per un attimo vorrebbe chiedergli come mai rientra a mezzanotte, se chiude lo studio alle nove. Ma poi sente la guancia che le bolle, e lascia perdere.

Porta a tavola posate e bicchieri. «Io con te a tavola non mi siedo» dice lui. «Piuttosto mangio in piedi.» E allora Margherita toglie un coperto, e pensa che mangerà un po’ di pane più tardi, se le tornerà la fame: ma ora le si è chiuso lo stomaco.

Va nella stanza della figlia: la bambina dorme, abbracciata a un leoncino di peluche. È bella, dolcissima. La vede già grande, le prende l’ansia: “Sto perdendo qualcosa, forse l’ho già persa. Forse ha ragione lui”.

Toglie le scarpe per non far rumore, il cuore in gola. Vuole vedere dormire suo figlio, sentirsi rassicurata dal respiro profondo, dai sogni che le piaceva immaginare dietro i suoi sorrisi, quand’era neonato e si addormentava mentre succhiava la vita dal suo seno.



scaricare



Disconoscimento:
Questo sito non memorizza alcun file sul suo server. Abbiamo solo indice e link                                                  contenuto fornito da altri siti. Contatta i fornitori di contenuti per rimuovere eventuali contenuti di copyright e inviaci un'email. Cancelleremo immediatamente i collegamenti o il contenuto pertinenti.